Ci sono diverse certezze nella vita, ma una su tutte è quella di trovare Trevi al suo posto, 7 giorni su 7, (quasi) h24 in palestra, attorniato da bambini urlanti, capaci di zittirsi non appena il nostro Andrea comincia a spiegare l’esercizio che si apprestano a fare.

Abbiamo fatto due chiacchiere col decano (nonostante la giovane età) istruttore di Molinella (e molinellese), alla guida delle sue squadre di bimbi che, anche l’anno prossimo, affollerano palestra e palazzetto in Viale della Libertà.

 

Trevi, iniziamo dall’anno scorso: com’è andata?

“La passata stagione è andata molto bene per quanto riguarda i risultati ottenuti con gli Aquilotti (2006/2007), terminando entrambi i campionati (intermedio e principiante) al primo posto; il campionato Scoiattoli (2008/2009/2010) è stato più difficoltoso, per il fatto che per i bimbi è stata la prima esperienza di gioco e di confronto con altri pari età.”

 

Non deve essere facile avere a che fare con bambini così piccoli, oltretutto calati in ambienti nuovi e in continua evoluzione. Come riesci a dare una strada alla loro straripante energia?

“Nei ragazzi che ho allenato ho sempre riscontrato nella maggior parte dei casi una gran voglia di crescere e migliorarsi: le nuove generazioni sicuramente sono molto più curiose e vogliono – già in giovane età – capire l’utilità di certe esercitazioni che gli si propongono, e questo per me è molto importante, perché stimola al miglioramento ogni giorno, crescendo insieme a loro.”

 

Una stagione più che positiva è finita, ma è ora di guardare al futuro: cosa ci aspetterà nel 2018?

“La stagione che verrà sicuramente sarà ancora più impegnativa della precedente, anche perché grazie all’ottimo lavoro svolto nell’anno appena trascorso il numero dei ragazzi è aumentato notevolmente, e di conseguenza anche il numero di campionati a cui dovremo partecipare per far sì che tutti i nostri atleti si sentano importanti e protagonisti dell’annata che partirà a settembre.”

 

Quali sono le tue linee guida?

“Le mie linee guida per quanto riguarda il minibasket non sono molte, ma estremamente importanti: per crescere in modo sano credo si debbano trasmettere valori educativi dello sport, il fair-play come scelta di vita; è necessario anche creare “un’alleanza educativa” tra atleti, istruttori, genitori e il movimento sportivo, volta a promuovere una corretta cultura sportiva”.

 

Obiettivi?

“Gli obiettivi personali e di squadra dovranno coincidere: cercherò di migliorare e migliorarmi sempre di più per ottenere risultati positivi sul campo, mantenendo alto l’entusiasmo di tutti.”

Molinella Media Staff